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Legge antifumo, è tempo di bilanci e di nuovi provvedimenti

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antifumoA dieci anni dalla Legge 3 del 2003 
sulla tutela della salute dei non fumatori è arrivato il tempo dei bilanci. Bilanci che secondo i dati riassunti dal Ministero della Salute sono positivi: la prevalenza dei fumatori è diminuita del 18%, i ricoveri per infarto lo hanno fatto a una velocità del -5% all`anno e le vendite dei prodotti del tabacco sono calate del 25%. Tuttavia, c`è ancora da fare, a partire dalla promozione di un ulteriore aumento della consapevolezza dei rischi associati al fumo che preveda un`azione più incisiva e coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti, inclusi il Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Economia.
 
A sottolinearlo in una nota stampa è lo stesso Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Sono convinta – dichiara il ministro – che sia fondamentale agire sui giovani in via prioritaria per evitare che i nostri ragazzi entrino nella spirale di questo vizio che, purtroppo, è tornato ad essere di moda tra loro. Dobbiamo fare in modo che non fumare divenga `cool` educando e informando adeguatamente i giovani. L`Organizzazione mondiale della sanità ha infatti rilevato come si determini una oscillazione a favore dell`abitudine al fumo quando vengono meno le campagne di sensibilizzazione”. Non a caso tra i provvedimenti che entreranno in vigore a seguito dell`approvazione, risalente allo scorso aprile, della Direttiva Europea 2014/40/UE c`è l`introduzione di immagini che dissuadano al consumo sul 65% della superficie dei pacchetti di sigarette. A questa azione si affiancheranno il divieto di utilizzare aromi e alcuni additivi attrattivi e la messa in atto di azioni più efficaci per identificare e seguire i prodotti del tabacco e combatterne il traffico illecito.
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Le iniziative, 
spiegano dal Ministero, potrebbero però essere anche altre. Sull`esempio di altri paesi, dove ne è stato documentato il successo, il divieto di fumo potrebbe essere esteso alle situazioni in cui ci sono bambini a bordo delle automobili e in stadi, parchi pubblici e spiagge attrezzate. Non si esclude nemmeno la possibilità di regolamentare la presenza del fumo nei film e nelle serie televisive nazionali, di procedere a un aumento costante dei prezzi delle sigarette e del tabacco e di destinare direttamente alle iniziative di prevenzione una parte delle tasse che se ne ricaveranno.
 
L`obiettivo fissato dall`Oms è ridurre la prevalenza dei fumatori di un ulteriore 30% entro il 2025. “Per raggiungerlo – spiegano dal Ministero – l`Italia dovrà impegnarsi di più”. Ad oggi, infatti, il Bel Paese è solo al quindicesimo posto nella classifica europea dei paesi più attivi nella lotta contro il tabagismo, un risultato deludente pensando all`ottava posizione occupata nella stessa classifica nel non lontano 2007.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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